L'album

Volti e sguardi ribelli

La Resistenza partigiana ci ha lasciato racconti, storie, emozioni, valori, ma anche immagini, un discreto patrimonio di foto che raccontano e ci aiutano a vedere come fossero questi meravigliosi protagonisti della lotta per la Liberazione dal nazifascismo.

Qui sono proposti alcuni supporti multimediali del progetto, dalla clip che ci ha aiutato a divulgare il progetto di crowdfunding alle “pillole di Fulmine” piccoli frammenti di interviste che sono state alla base del mio lavoro, passando per alcune fotografie che ritraggono i partigiani della Brigata Val di Vara, tratte dall’archivio di famiglia, o gentilmente concesse dall’Istituto spezzino per la Storia della Resistenza e dell’Età contemporanea (ISR La Spezia).

Insomma nell’era dell’homo videns, l’edizione di un romanzo partigiano non può mancare una parte dedicata alla comunicazione visiva, che aiuti a visualizzare questa storia, a dare forma ed ulteriori emozioni.

Galleria Video

Galleria fotografica

Un popolo in guerra

Ciro Domenichini, classe 1922, sergente del 30° artiglieria da montagna (Brigata Julia), pochi giorni prima di partire per il fronte greco, in una cartolina inviata alla famiglia.
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Prima della tempesta

5 settembre 1943. Plotone del 30° artiglieria da montagna, di istanza a Gardone val Trompia. Ciro Domenichini, al centro della foto, ed i suoi commilitoni vengono immortalati pochi giorni prima del caos, ignari che il loro destino cambierà da lì a pochi giorni.
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Patrioti ribelli

Questa immagine fu scattata dal comandante Dany (Daniele Bucchioni), sulla strada che costeggia la chiesa di Borseda (Calice al Cornoviglio, La Spezia), presumibilmente agli inizi dell’autunno 1943. Sono ritratti, in piedi da destra, il padre di Aldo Comis, Ivano Malatesta (Maghetto), Nino Barani, Fausto Vignudelli il quale tiene sulle spalle Giorgio Tonelli (Gigetto), Gerolamo Spezia (Piero), Mario Vignudelli. In basso da destra, la sorella di Aldo Comis, Aldo Comis e Ciro Domenichini (Fulmine). L’originale di questa immagine è conservato presso l’archivio fotografico dell’ISR spezzina, dove tuttavia l’immagine appare annerita sopra la testa di Nino Barani. Questa immagine, mi è stata pervenuta in forma digitalizzata, probabilmente una scansione antecedente alla cancellazione.
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L'alba dietro l'imbrunire

Marzo 1945. Una parte della 1a compagnia del battaglione Val di Vara, immortalati tra i castagni nelle zone di Villagrossa (Calice al Cornoviglio). Fulmine è il quarto da sinistra.
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Eppur bisogna andar

Case Cucchero, agosto 1944. Distaccamento della 1a compagnia del battaglione Val di Vara. Da sinistra Ivano Malatesta, Giorgio Tonelli (caduto), Aldo Comis, Ciro Domenichini, Mario Vignudelli. In basso Girolamo Spezia (caduto, medaglia d’oro al valor militare), Nino Barani, Fausto Vignudelli, Aurelio Comis.
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Fratello partigiano

Secondo Domenichini, detto Aurelio, fratello di Fulmine. Classe 1910, partì in guerra sul fronte balcanico. Dopo l’8 settembre riuscì a rientrare in Italia, ed insieme al fratello maturò la scelta dei monti, della lotta partigiana.
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La ragazza dalla guance di pesca

Marzo 1944. Valeria, immortalata nel cortile della casa della zia, che ospita lei e la sua famiglia, sfollata dalla città costantemente sotto i bombardamenti.
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Dany, il comandante

Daniele Bucchioni (Calice al Cornoviglio, 10 ottobre 1917 – La Spezia, 24 giugno 2013) ufficiale dell’esercito, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 ha contribuito in modo significativo alla Resistenza Italiana, costituendo un gruppo iniziale di partigiani in provincia della Spezia, per poi divenire comandante del Battaglione Val di Vara con il nome di battaglia “Dany“.
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Giuliano, l'amico

Giuliano Ratti, giovane studente di medicina, si rifugia nel calicese con la famiglia, per unirsi alle brigate partigiane in poco tempo, assieme al fratello Aldo. La sua amicizia con Fulmine, con il quale era coetaneo, nasce fin dai tempi dell’infanzia, cementandosi durante i mesi della lotta partigiana. Uomo di scienza e di grande temperamento, divenne comandante della 1a compagnia della Brigata Val di Vara. Scomparve prematuramente nel 1973, lasciando nelle persone che lo conobbero un ricordo sempre affettuoso.
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Don Carlo, prete partigiano

Don Carlo Borrelli, prete di Follo, fu, insieme al capitano dell’esercito Orazio Montefiori, tra i più vivaci promotori ed organizzatori dei giovani follesi che, dopo l’8 settembre ’43, andarono ai monti, divenendo partigiani. Fu ufficialmente il cappellano della Brigata Val di Vara.
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Partigiani combattenti

Un quadro raffigurante tutti i partigiani combattenti di Follo (SP). Nel raggruppamento in alto i comandanti di plotone e di squadra, nel riquadro centrale i caduti per la patria.
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Fratelli partigiani

Bruno (fratello minore) e Ciro (Fulmine), in uno scatto qualche anno dopo la guerra. Insieme al fratello maggiore (Aurelio), furono riconosciuti “partigiani combattenti”. Bruno fin dai primi giorni dell’ottobre ’43 aiutò i partigiani a nascondere armi nei boschi.
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La memoria

15 febbraio 1946. La strada provinciale che attraversa Pian di Follo viene percorsa per la prima volta da un corteo silenzioso. Arriveranno nel luogo in cui quattro partigiani furono impiccati dai nazifascisti, per rappresaglia. In fondo a destra, Fulmine porta una delle corone.
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Fulmine e la ragazza dalle guance di pesca#1

Primavera 1946. Valeria e Ciro immortalati ai giardini pubblici alla Spezia, mentre si recano a vedere un incontro di Bruno Visentin.
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Fulmine e la ragazza dalle guance di pesca#2

29 giugno 1950. Valeria e Ciro immortalati poco dopo la cerimonia nuziale con il corteo dei compaesani in festa, in quello che oggi è viale della Rimembranza, la strada che collega via Brigate partigiane alla chiesa di San Martino, a Piano di Follo.
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Fulmine e la ragazza dalle guance di pesca#3

Giugno 1950. Valeria e Ciro poco prima di partire per la luna di miele. La lambretta accanto è dell’amico di sempre, Giuliano.
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Croce al merito di guerra

Ciro Domenichini, trattenuto alle armi dal 30/07/1943, sbandatosi il 9/9/1943. Ha fatto parte dal 20/10/1043 al 30/4/1945 della formazione partigiana Colonna Giustizia e Libertà, nella IV zona ligure, assumendo la qualifica gerarchica di comandante di nucleo (sergente) dal 1/5/1944 al 31/8/1944 e dal 1/9/1944 al 30/4/1945 la qualifica di comandante di squadra (maresciallo ordinario). Collocato in congedo illimitato dal 15/7/1946, gli vengono concesse due Croci al merito di guerra per l’attività partigiana negli anni 1944 e 1945.
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Brevetto Alexander

Ciro Domenichini, nome di battaglia Fulmine, fu riconosciuto partigiano combattente con il conferimento del Certificato al Patriota (Brevetto Alexander). Il documento è controfirmato dal colonnello Mario Fontana (comandante della I divisione Liguria) e dall’ufficiale alleato, il maggiore inglese Anderson.
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